Il problema non sei tu.
Non è che ti manca la passione, la competenza, o la voglia di fare le cose bene. Il problema è che nessuno ti ha mai spiegato come funziona davvero il gioco: come si costruisce un'attività che regga nel tempo, come si sceglie un cliente prima che scelga lui te, come si fissa un prezzo senza che lo stomaco faccia le capriole.
Ci hanno venduto la libertà. Nessuno ci ha consegnato il manuale.
Io lo chiamo freelancing in apnea: lavorare senza una struttura che regga il peso, dire sì a tutto perché fermarsi fa più paura che continuare, senza mai scegliere davvero direzione, clienti o priorità. È uno dei pattern più comuni tra i freelance, e uno dei più silenziosi: non ti uccide subito, ti svuota lentamente.